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Pamela Tomiazzo, l’illustratrice che fa rivivere il passato.
Dopo aver conseguito la maturità artistica e il diploma in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia, Pamela Tomiazzo ha continuato a perfezionarsi con seminari di illustrazione e corsi di grafica. Ha lavorato come grafica creativa e disegnatrice nel settore della moda, ma dal 2018 ha deciso di dedicarsi completamente al mondo dell’infanzia, tenendo laboratori e corsi di pittura per varie associazioni, trasmettendo la sua passione per l’arte ai più piccoli.
Nel 2019, ha co-fondato l’associazione INVENTA CARTA per promuovere laboratori e corsi artistici sul territorio e nel 2021 ha collaborato con il Comune di Vigonovo illustrando una favola finanziata dalla Regione del Veneto per il progetto “Libramente”.
Come hai deciso di passare dal settore della moda al mondo dell’infanzia e delle illustrazioni per bambini?
Ho sempre avuto la passione per l’illustrazione quindi direi più che altro che la moda è stata una parentesi della mia vita…indirizzare poi le mie attenzioni ai bambini è stato – ed è tuttora- la più grande delle emozioni:
ho visto bambini che crescevano parallelamente a scuola, imparando a scrivere ea leggere, e con me, scoprendo il benessere che l’arte può dare. Vorrei che questi bambini da grandi considerassero l’arte come una quotidianità…sarebbe la più grande delle soddisfazioni!
Collabori spesso con un altro bravissimo illustratore, Riccardo Saracini, che abbiamo già avuto il piacere di conoscere. Quando e come vi siete conosciuti?
Abbiamo iniziato a conoscerci lavorando insieme e man mano scoprendo l’uno l’arte dell’altra. Nel lavoro abbiamo metodi diversi ma questo invece di dividerci ha creato una bella sintonia che offre poi ai bambini di sperimentare due modi diversi del “fare arte”. Provo una grande stima nei suoi confronti e il nostro collaborare mi ha dato lo spunto per crescere ogni giorno di più nel mio lavoro.
Qual è il ricordo più bello che hai legato a un tuo laboratorio con i bambini?
I bambini donano sempre momenti emozionanti ed indimenticabili. Ricordo particolarmente un episodio: una ragazzina “chiusa” anche nell’esprimersi con i colori, che sembrava quasi aver paura di lasciare un piccolo segno sulla carta, dopo un po’ di tempo è riuscita a sorridere disegnando, rimanendo anche sorpresa del risultato finale. . Ecco, queste sono le cose che mi rimangono dentro e mi scaldano il cuore.
Quali sono le influenze artistiche che hanno maggiormente segnato il tuo percorso e il tuo stile?
E’ difficile definire cosa possa veramente colpirti e orientare il tuo modo di “fare arte”, credo che ogni artista che ho scoperto mi abbia in qualche modo influenzato. Sicuramente il “segno” inquieto e vibrante di Schiele, la raffinatezza dei colori di Hokusai e la poesia delle pennellate di Qi Baishi mi hanno segnato
profondamente.
C’è un elemento ricorrente nei tuoi disegni (esempio un colore, un oggetto o un animale).
Ad essere quasi una costante nei miei lavori sono il colore azzurro e il segno della matita. Per quanto riguarda i soggetti tendenzialmente oltre a disegnare rapaci, che sono la mia passione, rappresentano oggetti vissuti. Mi spiego meglio: amo l’idea che ogni graffio o ammaccatura ricordano un passato che merita, in qualche modo, di rivivere.
Attualmente, Pamela continua a tenere corsi e laboratori artistici, portando avanti la sua missione di diffondere l’amore per l’arte tra i più giovani.


