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Marcella Canevarolo, l’Artista della natura.
Marcella disegna da quando era bambina: sperimentava colori e materiali in totale libertà e diceva sempre che da grande sarebbe diventata un’artista e un’insegnante. Oggi possiamo dire: obiettivo centrato ✨
L’arte è da sempre parte della sua vita, insieme a un amore profondo per la natura e per i fiori, le loro forme e i loro colori. Con il tempo questo legame si è trasformato in qualcosa di ancora più intimo ed emotivo, diventando un vero e proprio modo di ascoltare il mondo e sé stessa.
I suoi acquerelli nascono proprio da lì: dall’ascolto. Possono arrivare durante una passeggiata, una meditazione o in un momento qualsiasi della giornata.
Ogni lavoro prende forma da un’emozione, da un’idea ancora indefinita. Poi arriva la parte più magica: acqua, colore e segni la accompagnano in uno spazio sospeso, fatto di poesia e bellezza 💧🎨Marcella disegna da quando era bambina: sperimentava colori e materiali in totale libertà e diceva sempre che da grande sarebbe diventata un’artista e un’insegnante. Oggi possiamo dire: obiettivo centrato ✨
L’arte è da sempre parte della sua vita, insieme a un amore profondo per la natura e per i fiori, le loro forme e i loro colori. Con il tempo questo legame si è trasformato in qualcosa di ancora più intimo ed emotivo, diventando un vero e proprio modo di ascoltare il mondo e sé stessa.
I suoi acquerelli nascono proprio da lì: dall’ascolto. Possono arrivare durante una passeggiata, una meditazione o in un momento qualsiasi della giornata.
Ogni lavoro prende forma da un’emozione, da un’idea ancora indefinita. Poi arriva la parte più magica: acqua, colore e segni la accompagnano in uno spazio sospeso, fatto di poesia e bellezza.
Le abbiamo fatto qualche domanda per conoscerla meglio ed ecco cosa ci ha risposto:
Quando hai capito che l’arte e la natura sarebbero diventate parte centrale della tua vita?
Fin da piccola ho sempre disegnato e colorato molto. Ricordo che, ancora 6enne, frequentavo l’oratorio femminile del mio paese, un luogo in cui potevo spaziare liberamente con la creatività, sperimentando tanti materiali e tecniche diverse, e dicevo sempre che da grande avrei fatto l’artista e l’insegnante… direi che ci siamo!
L’arte, quindi, c’è sempre stata, così come l’amore per i fiori, per le loro forme e i loro colori.
Con il tempo il mio cammino personale mi ha portata a esplorare ambiti diversi e a conoscere la natura anche in una dimensione più emotiva e intuitiva, profondamente legata alla persona. È da questo intreccio che nascono oggi i miei workshop e i miei corsi.
Come nasce un tuo acquerello: da una passeggiata, da un’emozione o da un momento di ascolto?
I miei acquerelli nascono dall’ascolto della natura intorno a me, e questo può accadere davvero in qualsiasi momento: durante una passeggiata, una meditazione, oppure mentre sono indaffarata in tutt’altro.
A volte arriva un pensiero che mi conduce a una pianta, a un fiore, a un animale. Altre volte noto un fiore che incontro più spesso del solito, o un animale che si presenta all’improvviso.La natura manda continuamente segnali: sta a noi accorgercene, comprenderli e farli nostri. Per me questo ascolto è fondamentale, perché mi fa sentire nel flusso giusto e mi accompagna nel mio cammino di conoscenza personale.
Mentre dipingi ad acquerello, segui più l’istinto o un’idea precisa?
I miei acquerelli partono quasi sempre da un’idea precisa, da un’emozione che desidero trasmettere ma che inizialmente non ha ancora una forma definita. Da lì inizia la parte più istintiva: sul foglio comincio a impostare il soggetto, prendendo riferimento da piante reali o da fotografie, affinché possa rappresentare davvero quell’idea.
Quando il bozzetto è pronto, arriva per me la fase più fluida e magica: mi immergo nei segni e nei colori, entrando in uno spazio fuori dal tempo, fatto di poesia e bellezza.
Cosa speri che chi guarda i tuoi acquerelli senta o porti con sé?
Spero che chi osserva i miei acquerelli si senta toccato dalle emozioni che il soggetto comunica, che ne percepisca la bellezza e la poesia, al di là della tecnica. Mi piace pensare alle mie opere anche come a uno strumento di ascolto interiore.
Spesso chiedo alle persone quale dipinto le attrae di più, perché la natura comunica anche così: attraverso l’attrazione spontanea verso un’immagine, raccontando una qualità o un’attitudine di cui forse, in quel momento, abbiamo bisogno.
Qual è il progetto che hai realizzato che ti ha dato più soddisfazione e perché?
Senza dubbio la mia mostra personale di tre anni fa, Il Giardino Svelato. È stato il progetto più importante per me. Un momento in cui ho potuto accompagnare le persone dentro il mio mondo, ed è stato davvero emozionante.
Mi ha dato molta forza e fiducia riuscire a creare e portare a compimento un progetto che sentivo profondamente mio. Grazie anche all’aiuto di familiari e amici, abbiamo costruito un ambiente che invitava all’ascolto e all’attenzione interiore. È stato importante poter offrire non solo qualcosa da guardare, ma un’esperienza da vivere: un’immersione nella poesia della natura e, allo stesso tempo, nel cuore delle persone.


